
A un anno di stanza dalla pubblicazione di "Toilette Memoria", Moltheni torna , per la Tempesta Dischi, con un EP coraggioso e intimo: "Io non sono come te", registrato la scorsa primavera in Italia e mixato in Svezia da Karl Gustafsonn. E dalla Svezia, il cantautore marchigiano invia una dichiarazione di poetica in sei atti, sotto forma di arpeggi acustici e piano wurlitzer (Pietro Canali, oggi in veste anche di produttore ). Io non sono come te risulta, ad un primo ascolto, distante dalla produzione precedente dell'autore, in realtà ne rappresenta la naturale continuazione: il contraltare magnetico della sperimentazione pop di "Toilette Memoria", che regala un'atmosfera rarefatta e onirica. Dalla cultura nordica Moltheni eredita la crudezza del linguaggio, armonicamente unita a melodie sfumate, flebili, solitarie,come in Tu, secondo brano dell'album in cui i versi "Come pulirsi il culo con foglie d'ortica, cosa riseva la vita? Cosa riserva?" sono uniti con pudore ad accompagnamenti intensi e sfumati.
La violenza di alcune immagini, che la scrittura visionaria di Moltheni sa creare, non entra mai in contraddizione con la soavità e la profondità dell'accompagnamento musicale, entrare in Io non sono come te significa avventurarsi in un bosco impressionista che richiede sensibilità e concentrazione, caratteristiche che la produzione musicale attuale troppo spesso tende a dimenticare. È privazione il termine adatto a descrivere questo disco, una privazione quasi figurativa, che richiama la migliore produzione cinematografica svedese, che rimanda alle scarne e spoglie modalità di narrazione di Bergman nel descrivere le cose del mondo.Si elimina per sottolineare ed amplificare la sensazione di ciò che resta.Con questo EP Moltheni si riconferma dunque autore solitario ed evocativo, distante da ogni consuetudine o catalogazione, coerente nel suo percorso di ricerca stilistica ed in continuo movimento in un bosco spoglio ma animato dalla ricerca, mai sazia, di bellezza.
Intervista a Moltheni