
Chiara Lico
ZITTO E SCRIVI
pp.184, € 10
Stampa alternativa, 2007
C'era una volta il giornalismo. C'era una volta una Professione, con la P maiuscola, che regalava rispetto, guadagno e anche un pizzico di ammirazione. Del tipo: "Che lavoro fai?". "Il giornalista". "Caspita, un lavoro meraviglioso. Viaggi, gente famosa, ottime conoscenze...". "Beh più o meno...". Vaglielo a spiegare che i tempi di Hemingway e Montanelli sono lontani. Che le macchine da scrivere polverose le puoi trovare solo in qualche mercatino dell'antiquariato. Roba nostalgica da "si stava meglio quando si stava peggio". E per un Indro Montanelli che muore un Perfettino Fumoni che nasce. E' lui il protagonista di questo bel romanzo dell'esordiente Chiara Lico - "Zitto e scrivi" pubblicato da Stampa Alternativa - dal sottotitolo crudo e illuminante ("storia di Pieffe, giornalista praticante con contratto a termine da metalmeccanico") che la dice lunga sull'attuale stato di precarietà del mondo dell'informazione.
Il sogno di Perfettino - Pieffe per gli amici ma anche per i (tanti) nemici - è fare il giornalista. L'illuso non sa però che a sognare come lui in Italia sono in più di 30.000 e dei quali solo un terzo con in tasca un contratto nazionale da professionisti. Ma chissenefrega, l'occasione che gli si prospetta è troppo ghiotta per pensare ai grandi numeri: un lavoro in un'agenzia giornalistica on-line con tanto di praticantato giornalistico. Basterà però frequentare per pochi giorni la redazione e capire che la realtà è ben diversa e che il suo praticantato... puff! si è magicamente trasformato in un contratto a termine da metalmeccanico senza nemmeno la sicurezza del rinnovo. Invece di ribellarsi a un sistema che lo sta annientando, e per paura di perdere il posto, Pieffe comincia a non reagire ai soprusi dei suoi capi fino ad arrivare al paradosso di giustificarli. Ed è così che, man mano, si trasforma in una sorta di inetto dei tempi moderni, un alienato delle notizie brevi, un antieroe destinato alla sconfitta.
"Ogni riferimento a luoghi e persone non è casuale", si legge a pagina due del libro. Più che una precisazione sembra una minaccia, una sentenza. Quindi giovani aspiranti giornalisti - precariati e mazziati - siete avvertiti.