La festa delle donne di Action-A: buon compleanno LuchaYSiesta
di Daniela Silvestri
foto Daniela Silvestri
10/03/2009


L'8 marzo 2008 un gruppo di donne, coordinato da Action-A, movimento romano attivo nella lotta al diritto alla casa, occupò uno stabile abbandonato da anni, in via Lucio Sestio, nel centro del quartiere Tuscolano. Da questa occupazione nacque la Casa delle Donne Lucha Y Siesta dove oggi vivono 16 donne e alcuni bambini che qui hanno trovato un alloggio, più o meno temporaneo, ma soprattutto un punto di riferimento. Lucha y Siesta non è solo un'opportunità di alloggio per molte delle donne impossibilitate a trovare altre sistemazioni perché senza lavoro, emarginate, prive di alcuna tutela o in fuga da uomini violenti, ma offre molte attività organizzate a loro sostegno. Dallo sportello per la tutela legale e centro di ascolto contro le violenze, ai corsi di italiano per stranieri, ai laboratori creativi finalizzati all'orientamento e inserimento lavorativo. Parlando con una delle coordinatrici del centro, Cristiana Cortesi, il bilancio da questo punto di vista non può che essere positivo. Molte donne hanno trovato non solo rifugio ma ascolto, supporto, amicizia e un aiuto valido in momenti di reale difficoltà e solitudine. Tanta la strada fatta e tante anche le donne che grazie a Lucha y Siesta sono potute ripartire e ora vivono altrove.

L'unica nota negativa è il destino incerto dello stabile, di proprietà dell'A.t.a.c. S.p.a. che lo ha recentemente messo in vendita e che non ha ancora avuto contatti con le occupanti. La speranza delle donne del collettivo, che avrebbero anche il sostegno della giunta municipale, è che il centro sia destinato al X Municipio, così da poter continuare nella loro attività di assistenza sociale per tutte le donne del quartiere e non. E proprio nel X Municipio si è svolta un'assemblea pubblica lo scorso 6 marzo, volta ad analizzare l'attuale situazione critica che coinvolge tutte le donne del nostro paese e tracciare possibili vie di fuga ed intervento. I recenti casi di violenza sessuale hanno generato un allarme sociale e pubblico inquietante e hanno posto molti interrogativi sugli attuali strumenti di prevenzione e tutela. I successivi intereventi varati dal governo hanno ulteriormente amplificato il problema, dando vita ad un'ennesima caccia alle streghe (gli stranieri), ad un clima di terrore pericolosissimo, specie se amplificato dai media, che non solo non fornisce soluzioni concrete al problema ma anzi, ne ignora le cause.

Non si inquadra il fuoco di un problema che è in primis, come sostengono le stesse donne di Action-A, culturale e sociale, legato ancora a vecchi retaggi maschilisti e patriarcali della nostra cultura e che hanno generato quegli stessi strumenti di giustizia da far-west che sono le Ronde. Si continua ad ignorare come circa il 70% delle violenze femminili accadano all'interno delle mura domestiche e come tali violenze siano la seconda causa di morte per molte donne. Si continua ad investire sul bisogno di tutela e sicurezza per le donne, sotto il braccio (anche armato) del maschio italiano, quando molte di queste donne non vogliono essere protette ma vogliono poter avere gli stessi diritti concessi agli uomini. Le stesse possibilità di carriera, le stesse remunerazioni, il diritto alla scelta di essere madri oppure no, donne prima che mogli o compagne. Finché non si ragionerà in termini di pari diritti, di pari opportunità, definendo il significato reale che si vuole dare al concetto stesso di parità nella società moderna, sarà difficile trovare soluzioni concrete e durature, non dettate dalla paura e dall'emergenza.