"La morte di Napoleone" di Simon Leys
di Alessio lana
foto internet
05/06/2006

Simon Leys
LA MORTE DI NAPOLEONE
pp.104, € 9,30
Irradiazioni, 2002

Napoleone Bonaparte non sarebbe morto a Sant'Elena. Il grande condottiero fu sostituito sull'isola da un sosia sbarcato nottetempo. Il Napoleone originale, fingendosi un mozzo, avrebbe preso il mare alla volta di Parigi dove era in atto una cospirazione per farlo tornare imperatore. Il piano geniale, creato da un famoso matematico, salta per un semplice contrattempo: la nave che trasportava l'eroe verso l'Europa non sbarca a Bordeaux come previsto ma viene dirottata ad Anversa, in Belgio.
Il piano è in rovina ma il vecchio statista non si arrende, è deciso a raggiungere Parigi. Nella capitale francese conoscerà le gioie di una vita borghese, "normale", scoprirà insomma il suo lato "umano", quell'aspetto della propria personalità che un grande statista deve tenere nascosto se vuole raggiungere i suoi fini.

In poco più di cento pagine Simon Leys (pseudonimo del sinologo e storico dell'arte Pierre Ryckmans) narra una storia dai risvolti avventurosi affrontando una grande figura del passato senza mai scadere nella retorica. Il suo Napoleone è un personaggio verosimile, che si abbasserà a fare il mozzo pur di raggiungere i suoi scopi.
Il fine stratega ragiona in grande anche quando si trova a gestire una rivendita di meloni impegnando tutte le sue energie: un grande come lui non si sottrae alle sfide del destino.

Il suo carattere granitico franerà solo di fronte alla vista del campo di battaglia di Waterloo e all'amore di "Anguria", la vedova di un soldato francese. Leys non scade in sentimentalismi a buon mercato e descrive lucidamente il conflitto interiore dello statista francese: cedere ad una tranquilla vita borghese o cercare di riconquistare i fasti del passato?

Un romanzo ben riuscito, coinvolgente, che gode di una veste editoriale piacevole e ben curata: un altro grande successo di una piccola casa editrice.