
Un'intera regione frastornata, attonita, ferita dalle ultime notizie sull'inchiesta condotta dal sostituto procuratore della Repubblica di Paola Dr. Eugenio Facciolla che indaga sulla casa di cura per diversamente abili Papa Giovanni XXIII di Serra d'Aiello, in provincia di Cosenza, che parlano di 12 degenti scomparsi nel nulla, di almeno 15 morti sospette e di centinaia di ricoverati che hanno subito lesioni gravi in modo ripetuto. Gli investigatori ipotizzano che dentro la casa di cura, personaggi non ancora identificati, avrebbero fatto sparire uomini e donne per appropriarsi dei loro beni e forse organizzare anche traffici di organi.
Questi nuovi filoni d'indagine seguono quello principale che ha riguardato la scoperta, da parte del magistrato cosentino, del tesoro di monsignor Alfredo Luberto, che ammonta a circa 15 milioni di euro. L'elenco dei beni sequestrati all'alto prelato comprende: abitazioni di lusso, dodici automobili alcune delle quali di grande valore, quadri di pittori famosi tra i quali uno Schifano, libretti al portatore e diversi certificati di deposito. Quelli elencati sono solo alcuni dei beni a disposizione del sacerdote amante del lusso, amministratore unico di un istituto, il Papa Giovanni, nato per curare ed alleviare sofferenze atroci è invece trasformato in un lager con letti infestati da zecche e acari della scabbia. Finanziamenti dopo finanziamenti quello che doveva essere un centro di cura è diventato il deposito di monete d'oro di Paperon dè Paperoni. L'ultimo "regalo" della Regione Calabria, corrisposto a quella che si è rivelata una delle piu' potenti macchine mangiasoldi, risale al maggio-giugno del 2007 mesi in cui sono stati elargiti 250 mila euro, mezzo miliardo delle vecchie lire, per far fronte alle esigenze piu' urgenti dei ricoverati e per corrispondere ai dipendenti una parte degli stipendi arretrati. I consulenti del giudice sono adesso al lavoro per individuare le destinazioni finali delle ingenti risorse sottratte all'Istituto e quindi ai malati.
L'altro filone delle indagini riguarda le coperture politiche di cui il prelato godeva. Il magistrato si trova adesso non solo a dover ricostruire l'intricato e diffuso sodalizio creato dal sacerdote, nel quale pare svolgessero un ruolo importante personalità politiche locali e regionali ma ad indagare su fatti di una gravità inaudita che, se dovessero essere confermati, farebbero sprofondare la nostra regione agli ultimi posti nella graduatoria mondiale dei luoghi dove non esiste alcun rispetto per la vita umana. Ma quale azione di controllo ha esercitato la chiesa nei confronti di padre Alfredo Luberto nominato amministratore proprio dall'allora vescovo di Cosenza Giuseppe Agostino? Mentre il vescovo è uscito indenne dall'inchiesta sono stati
rinviati a giudizio, di recente, 27 indagati per associazione a delinquere, truffa e appropriazione indebita. Il primo della lista è proprio lui, Don Alfredo detto anche il "prete dell' Harley Davidson" per la sua passione per le note motociclette americane. I primi "desaparecidos" del Papa Giovanni sono scomparsi nel 1997. Il primo pare si chiamasse Bruno; a lui sono seguiti una donna, poi un certo Domenico Antonino Pino di soli 29 anni, di cui ben 12 trascorsi nel lager. "Una notte dell'estate del 2001 persone non identificate sono entrate nella stanza dove dormiva e se lo sono portato via. Il suo compagno di stanza ha raccontato di due uomini in camice ma nessuno, considerandolo pazzo, gli ha creduto". Il caso di Antonino Pino è emblematico perché, quando i parenti lo cercavano senza successo, qualcuno dell'istituto è arrivato a dire "che se n'era andato con le proprie gambe" dimenticando un particolare: Domenico, sin da bambino, era immobilizzato su una sedia a rotelle. E pensare che questa brutta storia si sta rivelando in tutta la sua tragicità proprio mentre la Regione Calabria ha affidato ad un testimonial come Gattuso il compito di rilanciare una Calabria dalle nobili tradizioni capace di "metterci il cuore". Ma Monsignor Alfredo Luberto ha dimenticato che quando si contano gli individui non ha alcun peso se una persona si trova in condizione umile o elevata. Nel libro sacro dei Numeri (così chiamato perché riguarda il censimento degli Ebrei) D-o volle che tutti gli uomini fossero contati e ne fosse determinato il numero dimostrando così l'importanza individuale di ciascun uomo e quella collettiva di una comunità. Dove sono andati a finire e chi erano i 27 ricoverati che mancano al conteggio e al contenuto?