"Il caso Thomas Crawford" di Gregory Hoblit
di Erminio Fischetti
foto internet
03/11/2007


Il caso Thomas Crawford
di Gregory Hoblit
con Anthony Hopkin, Ryan Gosling, David Strathairn, Rosamund Pike
Usa, 2007
98'

Esce nelle sale italiane Fracture, con il non originalissimo titoloIl caso Thomas Crawford, thriller giudiziario diretto da Gregory Hoblit, regista di origine televisiva che ha già navigato in questo tipo di produzioni (si veda ad esempio il suo esordio sul grande schermo con Schegge di paura, pellicola che lanciò un giovanissimo Edward Norton).
La storia inizia semplicemente, ma si complica, ovviamente, col progredire della narrazione. Thomas Crawford, uomo di mezza età, spara alla giovane e bellissima moglie Jennifer, dopo aver scoperto il suo tradimento con il detective della polizia, Nunally. Questi viene chiamato sulla scena del crimine ed è l'unico della squadra a cui viene consentito l'ingresso in casa dal marito tradito, il quale confessa di aver commesso il crimine. L'uomo viene immediatamente arrestato per il tentato omicidio di Jennifer, che nel frattempo è entrata in coma. Sembrerebbe un caso aperto e chiuso per il giovane e rampante assistente procuratore distrettuale che si occupa del caso, Willy Beachum, se non fosse per il fatto che Crawford non è così sprovveduto da non costruire un piano perfetto. Sarà dura per l'ambizioso Willy, che sta lasciando la procura per entrare in un prestigioso e redditizio ufficio legale, riuscire a sciogliere il bandolo della matassa e a non venire a patti con se stesso.

La sceneggiatura di Daniel Pyne (autore dell'adattamento del remake di Jonathan Demme, The Manchurian Candidate) e Glenn Gers (candidato al Writer's Guild Award e vincitore di un Daytime Emmy Award per Off season di Bruce Davison) è costruita ad orologeria. Ha, però, un problema: è davvero scontata. La cosa davvero buona, invece, è l'eccellente lavoro che Ryan Gosling (acclamato per l'indipendente The Believer, apprezzato per lo stucchevole Le pagine della nostra vita, candidato al premio Oscar per l'invisibile Half Nelson) fa sul personaggio di Willy, sebbene in alcune scene ecceda nei movimenti corporei. L'attore crea le fattezze, l'introspezione e lo spessore di un giovane uomo arrivista (ma anche con una coscienza e una grande forza d'animo), che deve compiere la più importante scelta della propria vita. È così che il giovane attore canadese è riuscito a bissare uno dei più grandi attori inglesi, Anthony Hopkins, nel ruolo di Thomas Crawford, stanco e annoiato da parti sempre uguali. Ed è un peccato, considerati i suoi eccelsi precedenti.

L'altra unica nota di merito va agli ottimi David Strathairn (attore feticcio di John Sayles e nominato all'Oscar nel 2006 per Good night and good luck) e Rosamund Pike (vista quest'anno alla festa del cinema di Roma in Fuggitive pieces di Podeswa e nella stagione 2005/2006 in Orgoglio e pregiudizio). Entrambi interpretano rispettivamente il procuratore Joe Lobruto e l'avvocato in carriera Nikki Gardner, la quale, al contrario di Willy (con cui ha una relazione), viene a patti con se stessa. Nelle vesti del giudice, la straordinaria attrice di origine teatrale Fiona Shaw. In ogni caso, il film resta un'operazione mediocre che cade talvolta nel ridicolo (come nella scena in cui Nunally aggredisce Crawford). La fotografia e gli ambienti sono assolutamente patinati, "lucidati", e non lasciano, così, alcuno spazio ad un senso di realismo.